20/02/2007
IL FUMATORE:
Un fumatore si reca dal dottore lamentandosi
per la bronchite, questo gli fa fare le lastre e vede che i polmoni non sono
messi molto bene e gli dice:
"Se lei continua a fumare non solo la
bronchite non smetterà, ma presto le verrà un tumore e morirà" il
fumatore impaurito dalle parole del dottore smette immediatamente di fumare e
si impegna a non farlo più. Resiste uno, due, tre mesi, poi litiga
furiosamente con la moglie ed invece di parlare ed affrontare il problema esce
di casa, cammina avanti e indietro un ora davanti ad un distributore di
sigarette, poi cede pensando
"Una sigaretta soltanto non mi ucciderà
di certo" e dopo aver iniziato a fumare si sente molto meglio, tanto
meglio che ne fuma una seconda e poi una terza. Poi si ferma ricordandosi le
parole del dottore. Corre a casa e accende il computer. Avvia internet e
fa una ricerca sui danni causati dal fumo. Scopre tanti siti che ne
parlano negativamente, che mostrano indagini statistiche sulle percentuali di
morti molto più alte tra i fumatori, ma continua a leggere fin quando non
trova un sito in cui un dottore sostiene che dalla sua indagine risulta che le
sigarette incidono meno dello smog cittadino nel tasso di mortalità da
tumore polmonare.
"Ed io devo rinunciare alle sigarette
che mi fanno stare tanto bene, quando sarebbe lo smog cittadino a darmi più
fastidio?" e ricomincia a fumare. Dopo due anni al fumatore viene
diagnosticato un tumore terminale ai polmoni e, anche se vorrebbe incolpare il
dottore, in fondo al cuore sa che c'è un solo responsabile anche se non
riesce ad accettarlo perché ormai è troppo tardi per porre rimedio